Social Commerce: la nuova frontiera dello shopping online.

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Curiosando tra le pagine Facebook di diversi marchi di moda low cost, mi sono imbattuta nel tasto “acquista ora”. Ho cliccato e sono stata indirizzata subito allo shop online del marchio, poi naturalmente mi sono persa a guardare quella maglietta o quella scarpa, ma questa è un’altra storia.

Torniamo a questo “fatidico pulsante”, da diverso tempo avevo sentito parlare della possibilità di poter fare acquisti direttamente all’interno di una pagina social di un brand. Nell’estate del 2014 sia Twitter che Facebook hanno provato, per un breve periodo, ad introdurre il “button buy”, una soluzione che dava la possibilità di acquistare l’oggetto o il capo in questione direttamente dal post pubblicato dal brand sulle proprie pagine social. Se può essere deleterio per un patito di shopping un tasto che ti reindirizza su un catalogo online, figuriamoci uno che ti permette di acquistare direttamente dalla piattaforma.

Quello appena descritto è un esempio di ciò che viene definito Social Commerce, una sorta di evoluzione del classico e-commerce. Banalmente si potrebbe pensare che il nome derivi dal fatto che il processo di acquisto si  svolge su una piattaforma social, ma in realtà non ci si può limitare ai classici Twitter, Facebook, Instagram. Si deve necessariamente parlare anche di blog o wiki, insomma tutti i luoghi dove una community entra in contatto e si scambia idee e consigli. Da quando si hanno gli smartphone, o internet in generale, è cambiato il modo di fare shopping, infatti in quanti prima di fare un acquisto non controllano sulla rete tutte le informazioni su un determinato oggetto? Prezzo, provenienza, qualità ed opinioni di altri utenti.

Nel 2014, i numeri relativi al Social Commerce sono aumentati del triplo rispetto a quelli relativi all’e-commerce. In questo caso non si parla solo di effettuare acquisti direttamente dalle bacheche dei social, ma anche il ruolo che queste hanno nella scelta. Il report redatto da BI Intelligence, relativo al 2014, rivela che i migliori 500 retailer hanno guadagnato con i social ben 2,69 miliardi di dollari, un aumento del 62,5% rispetto al 2012, ma soprattutto un bel salto in avanti rispetto all’e-commerce che è cresciuto solo del 17%.

Il modo di fare shopping online si evolve, puntando sempre di più sul dialogo e la connessione tra gli utenti e le aziende. I vantaggi sono tanti sia per le piattaforme social che hanno a disposizione più inserzionisti, sia per gli stessi inserzionisti che possono avere  a disposizione il target più adatto ai loro prodotti. Per quanto riguarda i consumatori… beh i consumatori possono fare shopping più velocemente.

Il concetto di community nello shopping online è sempre stato presente, non riguarda solo l’ultimo periodo e la nascita dei social media. Infatti una sorta di social commerce rudimentale, poteva essere già individuato nei private shopping club, dove un gruppo selezionato di persone (si accede per invito da uno degli utenti già iscritti), partecipano a delle vendite evento o a dei saldi super scontati. In questo caso si tratta di club privati ed esclusivi, ma da questa esperienza si è evoluta una nuova forma di “social shopping experience”, quella che da qualche anno, per esempio, propone il sito Wanelo. Il nome deriva dall’unione  delle parole want, need e love e la sua creatrice è Deena Varshavskaya. Questo sito nasce per dare l’idea della stessa esperienza di shopping che si può avere in un centro commerciale o in una boutique. Su Wanelo ci sono 12 milioni di prodotti da ben 300.000 negozi, racchiusi tutti in un catalogo virtuale. Gli utenti, che sono più di 11 milioni, possono creare una loro lista dei desideri e seguirne altre, così come possono farlo anche gli store o i marchi, e trovare sempre cose nuove. Una volta selezionato quello che si vuole comprare, Wanelo crea un collegamento diretto allo store online e via allo shopping!

Una piattaforma simile è nata anche in Italia, si chiama Addvert. Idea nata dalla mente di tre giovani imprenditori milanesi, Giulio Astrua Testori, Pierluigi Cella e Paolo Falck. Scopo del sito è quello di aggregare e-shop e consumatori, quasi una vera e propria collaborazione. Nell’homepage principale si possono visionare tutti i prodotti dei siti e-commerce affiliati ad Addvert, gli utenti hanno la possibilità di condividere con i loro  follower attraverso la propria bacheca personale. Anche qui, come nei social network classici, si può diventare dei veri “social trend”. La vera novità, però, è che non si guadagnano solo nuovi follower, ma anche una piccola percentuale in denaro (da un minimo di 5% ad un massimo del 25%). Infatti quando un utente condivide un determinato prodotto e questo viene acquistato, entrambi ricevono una percentuale che viene addebitata direttamente sul conto paypal indicato in fase di registrazione, si potrà decidere, poi, se avere dei soldi o donare tutto in beneficenza. All’inizio i prodotti erano esclusivamente di moda, ma pian piano sono state introdotte nuove categorie, come tecnologia, food e tanto altro.

Sempre dall’America arriva una piattaforma di social commerce molto popolare: Fancy. Definita una via di mezzo tra Amazon e Pinterest, gli utenti possono condividere e consigliare prodotti. Soprattutto si possono effettuare acquisti senza dover lasciare la piattaforma. Fancy ha riscosso molto successo non solo tra gli utenti, ma anche tra le grandi marche e i giovani stilisti, grazie anche alla pratica applicazione per lo smartphone.

Il Social Commerce potrebbe rappresentare una vera e propria rivoluzione nel marketing, perché non saranno le marche a farsi trovare e pubblicizzarsi, ma saranno gli stessi utenti a farlo e soprattutto a creare la domanda.

Flavia Donati