Smartwatch: un amico che semplificherà la nostra vita?

Smartwatch

Con il trascorrere del tempo, anche gli accessori che indossiamo si evolvono. Prima erano orologi da taschino, poi sono diventati da polso, poi digitali, poi impermeabili, poi oggetti di design e oggi diventano intelligenti.

Per l’appunto si chiamano smartwatch e si prefissano il compito di semplificarci – in parte – la vita frenetica a cui siamo abituati.

Se mia nonna mi chiedesse cosa sia uno smartwatch probabilmente le direi: “hanno preso un pezzo di telefono e lo hanno messo dentro ad un orologio”. Avrebbe le idee più confuse di prima ma questa è la realtà. Che poi, diciamocela tutta, gli smartwatch non sono nemmeno un’invenzione così recente: uno dei primi esemplari – e non è nemmeno il più antico – risale al 1984 e fu inventato dall’azienda giapponese Seiko. Si chiamava RC-1000 Wrist Terminal ed era uno dei primi orologi in grado di interfacciarsi con un computer dell’epoca. 8 Kb di ROM e 2 Kb di RAM, tanto serviva a quel tempo per far girare l’agenda, gli appunti e i fusi orari di tutto il mondo.

In tutti questi anni nessuno aveva sentito, però, la mancanza degli smartwatch ma si sa, il marketing fa miracoli: viene creato il bisogno di possedere un oggetto indicativamente “tuttofare” che, in parte, si sostituisce ad un assistente personale e, in parte, fa da angelo custode in grado di ammonirti quando non hai fatto la dovuta quantità di attività fisica.

Inizia quindi a sentirsi il bisogno di potenziare gli orologi e a quanto pare i tempi sono maturi: le componenti necessarie per rivoluzionare i nostri polsi si rimpiccioliscono diventando sempre più potenti e meno costose. Insomma, siamo quasi pronti per il futuro, “oppure ci siamo già dentro?

Gli smartwatch moderni – per ora – non sono totalmente autonomi come quelli degli anni ’80, questo perché all’epoca i telefoni cellulari non erano così popolari e alla portata di tutti. Oggi invece quasi tutti possediamo uno smartphone e la parola smart è la chiave di volta grazie alla quale è stata resa possibile la rivoluzione: la creazione di un orologio che si integri perfettamente con le funzioni di un telefono cellulare.

I primi smartwatch moderni inizialmente erano molto rudimentali: servivano a svolgere il compito proprio di un orologio – segnare l’ora – ma con l’aggiunta di un centro notifiche e poco più.

Una notevole comodità se, come me, siete dotate di borse in stile Mary Poppins oppure di zaini che non hanno nulla da invidiare agli escursionisti pronti a scalare la montagna. Se appartenete a una di queste categorie saprete bene quanto sia difficile ritrovare il telefono una volta risucchiato nelle profondità della borsa. E poi, diciamocelo, avere le mani libere dal cellulare è un lusso che in tanti anelano.

In questi casi lo smartwatch è in grado di risolvere svariati problemi: vedere chi sta chiamando e magari anche rispondere, leggere e inviare sms tutto senza avere tra le mani il telefono.

Aggiungiamoci anche un po’ di bon ton: sembrerete un più educati con uno smartwatch. Quando siete con gli amici non dovrete più armeggiare costantemente e fastidiosamente con il cellulare. Una volta che ”l’orologio” vibra basterà una semplice occhiata al polso, proprio come si faceva una volta per guardare che ore fossero, per capire se il messaggio che avete ricevuto sia importante oppure no. A quel punto si tratta solo di una questione di priorità e di educazione.

Il tutto potrebbe sembrare fin troppo futuristico se non un po’ borderline, ma credetemi, un giorno senza smartwatch indossato e vi sembrerà di essere nudi.

Per chi accusa gli smartwatch di creare ansie da notifiche, vorrei precisare che le notifiche – quasi in tutti i tipi di smartwatch – sono completamente personalizzabili; vi permetteranno quindi di scegliere quali far comparire sull’orologio e quali no. Io solitamente tengo attive solo quelle delle principali app altrimenti passerei tutto il giorno a guardare l’orologio.

Se volete risolvere il problema dalla radice, spegnete il Bluetooth e nessuna notifica giungerà più al vostro polso martoriato dalle vibrazioni.

Ma quali sono le aziende che producono smartwatch e che caratteristiche hanno?

Partiamo da Pebble, è stato uno dei primi smartwatch moderni, finanziati attraverso Kickstarter, il più famoso servizio di croudfunding online. Dopo Pebble a ruota, sono seguite Sony e Samsung con i primi modelli touchscreen – dotati anche di fotocamere in stile James Bond – e l’aggiunta di un pizzico di fitness: non a caso alcuni di questi sono dotati di contapassi, cardiofrequenzimetro e tanto altro.

Gli smartwatch si sono potenziati sempre più fondendo, nella loro piccola scocca, un orologio, un centro notifiche e un activity tracker.

Da allora sembra che tutti i produttori di smartphone abbiano avuto il lampo di genio accorgendosi delle potenzialità di questi prodotti: “anche noi ne costruiremo uno!” e fu così che durante l’IFA di Berlino 2014, una delle fiere di elettronica più importanti al mondo, furono presentate decine di modelli diversi. Ognuno di questi colossi – Asus, Motorola, Sony, Acer, e tanti altri – lotta per conquistare i polsi della popolazione mondiale.

E poi arriva Apple che, come al solito, si prefigge di tramutare in oro qualunque device “tocchi” al pari di Re Mida. Il suo Apple Watch sarà un orologio 3.0: un gradino ancor più elevato rispetto agli smartwatch già in commercio. Previsto per l’inizio del 2015, Apple Watch potrà anche essere utilizzato per effettuare pagamenti sostituendo così le carte di credito contactless ma potrà anche aprire le stanze degli alberghi – solo quelli convenzionati con la casa della mela ovviamente – mandando così in soffitta definitivamente le chiavi magnetiche.

Apple ha dichiarato che sta stringendo alleanze con molte aziende sia pubbliche che private, potrebbe essere una bella comodità se venisse integrato anche sui mezzi pubblici per esempio: vi immaginate non dover più cercare la tessera dell’abbonamento nelle varie tasche e dover solo sfoderare il polso adagiandolo sul lettore?  Una bella comodità per i disordinati e sbadati 3.0.

Insomma, smartwatch sempre più avanzati e sempre più autonomi in grado di rubare la scena ai migliori gadget di James Bond.

E voi, lo avete uno smartwatch? Sappiate che potrebbe seriamente diventare uno dei vostri “migliori amici”.

Fjona Cakalli
  • Sildra

    Ho apprezzato molto il tuo articolo. Onestamente una cosa su cui non avevo mai riflettuto è come una categoria di dispositivi elettronici possa offrire anche un aiuto nel ridurre la “tecno-maleducazione” oltre ad esserne spesso la causa. Minor distrazione poi potrebbe voler dire più opportunità per concentrarci su ciò che ci circonda e non soltanto sulle informazioni che prendono vita all’interno di quei 4-5 pollici luminosi… Una vana speranza?

  • fjonacakalli

    Grazie mille per l’apprezzamento :) Io utilizzo uno smartwatch da ormai 6 mesi e realmente non me ne separo mai. Ormai quando sono al ristorante e con gli amici, il telefono rimane della borsa, tanto ho li l’orologio e ogni tanto gli butto un occhio 😀
    Che dire, questione di abitudine. Diciamo anche che può rappresentare un aiutino per distaccarsi dallo smartphone 😉 Se e quando ne proverai uno, fammi sapere. Sono curiosa