il declino di Wikipedia

Il mese scorso ha suscitato parecchio scalpore un articolo sul MIT Technological Review intitolato “The Decline of Wikipedia”. L’autore, Tom Simonite, recupera un sacco di dati per mostrare come dal 2007 a oggi il numero di contributori a Wikipedia sia in costante calo, e sia sceso dai 51.000 di allora ai 31.000 attuali. Simonite raccoglie molti dati fattuali, come questo rapporto di Aaron Halfaker – rapporto finanziato dalla Wikimedia Foundation stessa, che ovviamente ha tutto l’interesse a sapere cosa sta succedendo. Il rapporto è arrivato anche in Italia: se volete sapere la mia posizione ufficiale col cappellino di portavoce di Wikimedia Italia la potete leggere su Wired, La Stampa, Treccani Magazine. E se volete sapere la mia posizione personale?

Inizio con una banalissima considerazione: sia l’articolo che il rapporto parlano di quello che succede in Wikipedia in lingua inglese (e poi parliamo del nostro provincialismo…). Ogni edizione nazionale fa però storia a sé, e ci sono caratteristiche diverse: per esempio nella Wikipedia in lingua inglese ci sono molte più limitazioni per gli utenti non registrati. Se andiamo a vedere le statistiche per nazione, scopriamo per esempio che in Francia e in Spagna il numero di contributori attivi è in leggera crescita. Per quanto riguarda l’Italia, i numeri sono molto variabili – dai 2000 ai 3000 contributori attivi – ma negli ultimi anni non si vede nessun trend di crescita o decrescita. (Ah: il fatto che ci sia un dodicesimo degli utenti attivi per un’enciclopedia che ha circa un quarto delle voci di quella in inglese fa capire perché la qualità della versione italiana è molto peggiore: ci sono semplicemente troppo pochi controlli). Insomma, ricordiamoci di prendere i risultati con un pizzico di sale.

Tra le cause di declino elencate da Halfaker, quelle che direi si possono applicare anche da noi sono fondamentalmente la prima e la terza: «The proportion of newcomers that edit in good-faith has not changed since 2006. These desirable newcomers are more likely to have their work rejected since 2007.» insieme a «The formalized process for vetting new policies and changes to policies ensures that newcomers’ edits do not survive.» A dire il vero io sono ancora più pessimista, almeno per quanto riguarda l’edizione in lingua italiana, e credo che i nuovi contributori in buona fede stiano riducendosi in percentuale, a meno che non consideriate le pagine promozionali su sé stessi dei contributi in buona fede. (E allora mi sa che è inutile che continuiate a leggere). È invece verissimo che i nuovi contributori in buona fede sono scoraggiati vedendo come le loro aggiunte sono immediatamente cassate, ma non credo che la soluzione della Wikimedia Foundation (semplificare l’editing con VisualEditor e implementare le notifiche comprensive di ringraziamenti) servano a qualcosa. Il guaio è molto a monte.

Ci sono almeno tre fasi nella preparazione di ogni singola voce di Wikipedia, qualunque sia la lingua e qualunque sia il momento in cui la preparazione è partita. La prima è l’inserimento di materiale in un modo o nell’altro, la seconda è il consolidamento del materiale nel formato wiki, la terza è l’uniformazione della voce con il resto dell’enciclopedia (sì, si fa anche questo, pur se in minima parte: i template come {{Bio}}, dove si mettono i dati che formeranno il primo paragrafo di una voce biografica, ne sono un esempio). Quando Wikipedia era giovane e io ero un po’ meno vecchio, il fatto stesso che mancassero le voci più fondamentali faceva sì che si poteva contribuire tranquillamente anche solo nella prima fase. Molte delle voci che scrissi ai tempi oggi verrebbero direttamente cancellate, non ho problemi a dirlo; alcune sono anche effettivamente state cancellate (voci su alcuni libri, dove più che la trama scrivevo una recensione). I vecchi contributori hanno man mano introiettato la complicazione delle regole; alcuni se ne sono andati come è in fin dei conti naturale, altri come me sono magari passati alla seconda fase dell’enciclopedia che però effettivamente è roba da Veri Fanatici (che gusto c’è a mettere a posto le virgole o una sintassi traballante, oppure a verificare una fonte?). Solo che Wikipedia è ormai così grande che nessuno accetta più materiale nella fase uno, e così i nuovi contributori vengono nonostante tutto morsi. Quel che è peggio è che per ovvie ragioni i primi ad arrivare sono stati i nerd; ora che potrebbero arrivare gli appassionati di un tema ma non di informatica estrema, costoro vengono immediatamente fatti fuori, e Ciò È Male.

Purtroppo spiegare come funziona l’ecosistema Wikipedia non è affatto facile. Non basta un libro, occorre l’esempio di qualcuno vicino a te: e il numero di esperti è sempre troppo piccolo, come si vede per esempio nelle editathon (le giornate di “lavoro a tema”: l’ultima in ordine di tempo è stata sulla moda. VisualEditor può forse servire per fare qualche modifica formale, ma non lo userei mai per inserire un paragrafo di testo. A me piacerebbe piuttosto avere una specie di “vasca di decantazione” per il materiale in formato grezzo, che dovrebbe essere segnalato in modo evidente all’inizio del testo della voce, e che potrebbe essere rivisto con calma e inserito in differita lasciando naturalmente come autori sia l’estensore originale del testo che il suo aggiustatore, come del resto è nello spirito e nella lettera di Wikipedia. Ma forse anche questo è un palliativo.

Ma insomma: ci sono contributori in buona fede che sono stati tarpati da piccoli e hanno voglia di parlarne qui nei commenti? Perché i rapporti lasciano il tempo che trovano, e spesso le cose si riescono a scoprire solo dal vivo. (Astenersi perditempo: la mia esperienza personale dice che di fronte a parecchie persone ingiustamente bloccate ce ne sono molte di più la cui idea di enciclopedicità di un tema non coincide con quello della comunità di Wikipedia…)

  • http://www.ictlex.net Andrea Monti

    Caro Maurizio,
    Quello che mi ha sempre lasciato molto, molto perplesso è l’arroganza con la quale “censori” dichiaratamente ignoranti su temi specifici pretendano non solo e non tanto di cancellare pagine o modifiche, ma addirittura di “sanzionare” ufficialmente contributi tecnici.
    Non entro nel merito del(i) caso(i) di cui sono testimone diretto, ma pongo un problema generale: Wikipedia funziona bene quando il dialogo fra chi inserisce contenuti e chi controlla è basato su correttezza e competenza. Diversamente si ritorna ai tempi delle flame con i moderatori di Fidonet, con tutto quello che comporta.
    Alla prossima:)
    Andrea

  • .mau.

    Guarda, Andrea, la mia sensazione è che se a monitorare le voci ci fossero dieci volte le persone che ci sono oggi le cose non andrebbero così. (Per la cronaca: io monitoro pochissimo, quindi non faccio parte del gruppo attuale)
    Quando sai che sei lì con il tuo secchiello ad arginare le ondate di piena, riempi il secchiello e non stai a guardare cosa c’è dentro. Nel migliore dei mondi possibili chi inserisce contenuti spiega le ragioni di enciclopedicità (che non sono semplicemente “se ci sono X e Y ci devo essere anch’io” – sto facendo un discorso generale) e chi li controlla passa la palla a chi è più esperto in quel campo; non capita né l’una né l’altra cosa, purtroppo.

  • Andrea Monti

    Vero quello che dici, ma mi domando quale sia la reale disponibilità dei nuovi moderatori “Fido-like” ad accettare l’ingresso di nuovi soggetti.
    Come accade anche in altri ambiti, la scarsezza del numero genera potere facile da gestire, mentre l’apertura a numeri più consistenti genera “correnti”, lotte intestine e poi, dopo le inevitabili flame, scissioni.
    Immagino dunque che i dirigenti del PD, con l’arrivo di Renzi … sorry, volevo dire: i controllori di Wikipedia, non siano troppo ben disposti a “perdere” la centralità del ruolo.
    Ma forse sono solo troppo dietrologo :)
    Andrea