Genova, la bella

Vi avevo promesso  che avrei parlato delle possibili tecnologie domotiche a basso costo e lo farò.

Ma prima volevo raccontarvi il Festival della Scienza di Genova. So che altri che scrivono su Voices hanno partecipato come relatori, ma non è da relatore che ve ne parlerò.

Festival della Scienza

Genova. Premetto che era quasi una decina d’anni che non mi ci fermavo, altro Festival della Scienza ai tempi della magnifica Luna Rossa (scusate, ma le nottate insonni per il tifo alla snella e filante italiana hanno caratterizzato la mia vita fin dallo start-up di Libero) e ho trovato la città molto migliorata, quasi che il Festival le facesse bene :)

Sarà stato complice il clima primaverile, il cielo azzurro terso o il tema di questo anno, la bellezza,  ma Genova è apparsa calda e ospitale. Arredi urbani rivisti, palazzi restaurati e mezzi pubblici più efficienti sono stati la cornice del Festival.

L’inizio della mia giornata al Festival  è stato per me all’insegna della… sorpresa: oggi anche a Genova è possibile muoversi in metropolitana, perlomeno nella parte centrale della città.

Metropolitana di Genova
Metropolitana di Genova

 

Dopo questo primo segnale di “sostenibilità” anche per una città segnata in modo indelebile da ciò che appare difficilmente sostenibile quanto la sopraelevata, il primo incontro  della giornata non poteva essere da meno: “Una grande occasione da una grande crisi” con Antonio Galdo e Michelangelo Pistoletto, una conversazione con il Maestro in cui si è affrontato a cuore aperto la situazione attuale del Paese e del Pianeta con un occhio al Terzo Paradiso. Occasione in cui scoprire che arte e ambiente iniziano entrambi con la A non a caso. L’incontro si è concluso con il premio “non sprecare”  in cui è stato possibile fare la conoscenza di una scuola genovese che nelle mense non butta niente e un bellissimo progetto acquabuona per sensibilizzare all’uso dell’acqua del rubinetto nelle mense scolastiche in cambio di una banale tranquillizzazione psicologica data dalla continua e periodica analisi dell’acqua (e non parliamo dei soldi risparmiati dal mancato acquisto delle bottiglie di minerale, oggi vero ossigeno per gli istituti scolastici).

Non sprecare
Il Maestro Pistoletto e Antonio Galdo a “Non sprecare”

 

Il momento più interessante è stato però un bellissimo appuntamento di Italiax10. Ok, ho un conflitto d’interesse perché l’appuntamento è stato organizzato dalla nostra azienda, ma immaginatevi una sala  piena di giovani e giovanissimi (e quando dico piena intendo con persone in piedi) a seguire altri giovani che raccontano come le loro idee hanno cambiato le loro vite e domani potrebbero cambiare le nostre. E sì, perché sentirsi raccontare come oggi si può fare concorrenza con intelligenza a Google Maps, produrre cosmetici sostenibili, comandare un pc con il solo sguardo, utilizzare il trealosio per combattere malattie degenerative, immaginare i possibili usi delle alghe nel trattamento dei rifiuti, progettare la pelle artificiale, scoprire la dieta consigliata dal nostro DNA, aggregare i trend emergenti geolocalizzati dei principali social network, sviluppare interazioni e “sensazioni” tra giochi digitali e giocatori reali e infine fare amicizia con i simpaticissimi strigolattoni, con parole semplici (beh, non sempre) e in soli dieci minuti è stato davvero entusiasmante. Ma lo è stato anche di più vedere persone giovani e molte donne parlare con passione dei loro progetti e vedere, come ha rilevato Federico Ferrazza nel ruolo del moderatore/presentatore, come anche in un momento di crisi ci sono persone che hanno coraggio e sanno mettersi in gioco.

 

Italiax10 Genova
I 10 ricercatori di Italiax10 Genova

 

Ed è questo il principale messaggio della giornata. Nonostante tutto, e ribadisco il nonostante, c’è un’Italia che sgomita, si fa vedere, ha il coraggio di scommettere sulle proprie idee per un futuro più “sostenibile”.

  • Andrew Chiesa

    Genova è sempre stata una città “cipolla”, fatta da tanti strati: alcuni belli alcuni meno. Ma è anche stata la città che, per me, ha definito l’Italia. Infatti ogni rimpatrio in Italia passava sempre da Genova a trovare mia nonna paterna.

    Fa paicere vedere che negli ultimi anni sta uscendo, piano piano, dal buio in cui si era cacciata.

  • the_last_jedi

    Sì, di strada ne deve ancora fare, ma ho intravisto l’antica bellezza tornare ad emergere. Quando avranno il coraggio di abbattere la sopraelevata significherà che davvero qualcosa è cambiato.