Companion Screen: il modo multitasking di “guardare” la TV

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Nuove tendenze di consumo televisivo:co-viewing

Un ruolo importante per accrescere il coinvolgimento dello spettatore viene giocato dalla cosiddetta Social TV, dove Social sta principalmente per comunicazione: molte persone arrivano ad usare vari mezzi di comunicazione per interagire con diversi ambienti sociali durante la visione del programma. Nell’era della condivisione il coinvolgimento sembra quindi essere il bene prezioso che gli operatori di settore devono contendersi: gli utenti di Social TV amano interagire in tempo reale con i prodotti televisivi e cinematografici, ad esempio attraverso pratiche come il live tweeting (basti pensare agli oltre 82 milioni di tweet e post globali su Twitter e Facebook misurati da Bluefin Labs durante le Olimpiadi di Londra), condividendo sui social network, principalmente Twitter e Facebook, la propria esperienza televisiva e incoraggiando gli altri amici a fare lo stesso tramite servizi di check-in (ovvero di registrazione dell’accesso a un programma TV).

In Italia, ad esempio, questo fenomeno è stato ben visibile durante le dirette televisive della nuova stagione del talent show X-Factor, andato in onda su Sky Uno, che si è confermata tra le trasmissioni più commentate del 2012 attraverso i social media, registrando oltre 115 mila tweet e quasi 9 mila commenti su Facebook durante la sola terza puntata (dati raccolti da BlogMeter); merito anche di un nuovo sistema di votazione interattivo reso possibile dall’App X Factor 2012. Ma non solo musica, ma anche sport e soprattutto politica: il dibattito politico tra Obama e Romney e il confronto televisivo per le primarie del centrosinistra sul palco di X-Factor hanno confermato come non sia più possibile ignorare i segnali provenienti dagli utenti sempre più attivi in rete. Questi ultimi sono infatti in grado, tramite i propri commenti immagini post e blog, di accendere ed approfondire temi e discussioni in tempo reale e determinare potenzialmente le sorti dei candidati.

Come sostiene Emanuela Zaccone “Lo sviluppo più interessante della Social TV passa però attraverso un insieme di applicazioni disponibili sia su web che su mobile, come GetGlue, Miso, Viggle, ShazamZeebox e IntoNow…,  che costituiscono una sorta di Foursquare della visione”, con possibilità di innescare una serie di dinamiche ludiche che trasformano un’attività di visione in un gioco, contribuendo a creare fidelizzazione e aprendo nuove frontiere per gli sponsor per potenziare campagne televisive.

Negli USA le campagne pubblicitarie che sfruttano il companion screen sono ormai numerose e consolidate; brand come Coca Cola, Heineken e Red Bull hanno sviluppato companion screen experiences di successo quali Polar Bowl, Star Player e Red Bull Supernatural Snowboarding creando nuovi modi per comunicare e vivere un determinato evento con strategie in grado di monetizzare e ottimizzare il comportamento degli utenti attivi in tempo reale sul proprio companion screen.

Red Bull e Shazam:dual screen per NBC
Red Bull e Shazam:dual screen per NBC

Queste applicazioni consentono inoltre di inserire commenti sui vari prodotti, di creare liste di preferenze, di partecipare a sistemi di votazione e sondaggi contribuendo da un lato a creare una rete di utenti attivi che generano buzz intorno ad un determinato argomento, dall’altro offrendo di fatto alle case di produzione un insieme di utenti di cui è possibile mappare gusti ed opinioni.

Non è un caso il recente accordo stretto tra Twitter e Nielsen che prevedono di lanciare negli USA entro il secondo semestre del 2013 “Nielsen Twitter TV Rating”, un nuovo metodo di misurazione che ha lo scopo di rilevare i commenti e le riflessioni che i telespettatori espongono su Twitter tramite companion screen. Una rivoluzione notevole che prova a trasformare i cinguettii in veri e propri indicatori di gradimento sui programmi TV. Una vera rivoluzione per il marketing di settore, per i broadcaster che dovranno realizzare contenuti sempre più accattivanti e per gli inserzionisti per creare campagne pubblicitarie integrate e più performanti.

  • http://about.me/emanuela.zaccone Emanuela Zaccone

    Carissimo Riccardo,
    la prossima volta che copi quanto scritto da altri dovresti usare l’accortezza di citare la fonte e non di spacciare come tuo il pensiero (già datato peraltro) di altri.

    Come ho scritto sul blog di Working Capital nel 2011 (URL: http://www.workingcapital.telecomitalia.it/2011/07/social-tv-il-futuro-e-nelle-conversazioni/):
    “Lo sviluppo più interessante della Social TV passa però attraverso un insieme di applicazioni – comeGetGlue, Miso, Tunerfish e Philo per citare le principali – che costituiscono delle sorte di Foursquare della visione.
    Si tratta di applicazioni disponibili sia su Web che su mobile e che durante la visione di un programma TV o di un film consentono di “effettuare il check-in” al prodotto e di condividere automaticamente questa azione su Facebook e Twitter (in alcuni casi anche su Foursquare).
    Soprattutto, i check-in permettono di conquistare dei badge, innescando dunque una serie di dinamiche ludiche che trasformano un’attività di visione in gioco e buzz (quindi promozione dei prodotti presso la nostra rete di contatti)”

    Ti suona familiare vero?

  • Redazione Voices

    Cara Emanuela, grazie della segnalazione.
    Abbiamo inserito tra virgolette, citandoti, la frase che ci hai segnalato nel tuo commento.

  • Riccardo

    Ciao Emanuela,
    come ho scritto alla redazione, intendo chiederti le mie scuse. Hai assolutamente ragione ed è un pensiero che condivido. La verità è che era una frase che avevo scritto nei miei appunti a penna ma di cui non avevo inserito la sorgente. I tuoi autorevoli articoli e post rientrano nelle fonti che ho seguito per addentrarmi in tale tema e che mi hanno permesso di approfondirlo. Con questo non intendo giustificare la mia dimenticanza, ma anzi sottolineare il mio errore.

    Riccardo D’Uggento

  • dep1050

    Cari tutti,
    spero non dispiaccia a nessuno scoprire che in realtà il pensiero contestato da un copia-incolla poteva in realtà essere considerato un ipso facto nel mercato americano già nel 2010. Mi pare quindi la rivendicazione di una osservazione più che di un pensiero illuminato e/o illuminante.
    Più che altro osservo che c’ è ancora chi non ha chiaro che getglue, miso tunerfish and so on non sono app destinate al consumo sincrono con la fruizione televisiva. Eppure anche nel 2011 il mercato aveva reso osservabile anche quella risposta …

    besos
    dep

  • http://about.me/emanuela.zaccone Emanuela Zaccone

    Ciao Riccardo,
    grazie, ho visto anche la tua email.

    Sugli altri commenti non ho nulla da dire: come sempre c’è chi dice e c’è chi fa (e sa).