La prima, la seconda, la terza…macchina fotografica digitale, come sceglierla?

E’ sempre più difficile riuscire a orientarsi tra le innumerevoli offerte che le varie case produttrici presentano ormai quasi senza soluzioni di continuità sul mercato della fotografia digitale. Anche gli addetti ai lavori faticano a districarsi tra le tante funzioni che oggi una fotocamera è in grado di offrire.

Figuriamoci allora chi è alle prime armi, o possiede soltanto alcuni rudimenti generali di fotografia digitale. Insomma, le competenze tecniche richieste per prendere una decisione ragionata sembrerebbero essere davvero elevate e non alla portata di tutti.

I siti specializzati, a cui molti si affidano per prendere le loro decisioni e che dovrebbero aiutarci nell’orientamento, in realtà sono davvero tanti e capire quali tra questi sono i più affidabili può richiedere un duro lavoro di scouting e notti insonni. Senza contare che spesso possono complicarci la vita inutilmente. Messa così sembrerebbe non esserci alcuna via d’uscita. E da qui a finire nelle mani del primo commesso che ci capiti a tiro, oppure a fidarci dei rating che un dato modello ha totalizzato su qualche sito di e-commerce , il passo sembra breve.

Ma…è questa la triste conclusione a cui dobbiamo arrivare?

Aiutandoci con molto buon senso, e anche con alcune tesi della recente economia comportamentale, vedremo che le cose potrebbero essere più semplici del previsto. E che forse uno spiraglio per orientarsi, in primis da soli interrogandoci sui nostri obiettivi, e poi chiedendo qualche approfondimento, ma non più di tanto, a qualche esperto potrebbe toglierci dalla palude dell’immobilismo decisionale.

Cosa fare, allora? beh, intanto vediamo cosa non fare:

1. non farsi prendere dalla frenesia dell’acquisto compulsivo e rincorrere l’ultima nata della casa xy, solo perché ha più pixel delle rivali o perché ha comprato più pubblicità sulle riviste specializzate;
2. difendersi dall’overload di informazioni. La recente teoria delle decisioni basata sulla psicologia ci dice che spesso “più è meno”. Vale a dire: più informazioni e maggiore approfondimento sui prodotti generano incapacità di fare la scelta corretta;
3. non iniziare uno scouting partendo dalle ultime novità, piuttosto che dalle proprie esigenze.

Il nostro punto di partenza dovrebbe allora essere: cosa serve a me? cosa ci devo fare con questa macchina fotografica? quanto voglio spendere? Partiamo da un’esigenza reale, se esiste, e dopo rispondiamo alle domande tecniche. Mi piace il mare o la montagna? Mi servono pinne e maschera o zaino e scarponcini? Una volta risposto a queste domande non vi fate sviare dalle possibili sirene che incontrerete. Ci sarà sempre qualche Pierino che vi mostrerà le meraviglie dell’ultimo ritrovato della tecnica o l’ottica super blasonata di cui secondo lui non potete fare a meno. Molto spesso, infatti, il bisogno è indotto dall’ultima novità o dal commento di qualcuno, piuttosto che da un’esigenza reale. Insomma, bisogna fare molta attenzione all’effetto alone, o a quello che gli psicologi chiamano what you see is all there is , vale a dire: la prima cosa che ti si presenta davanti è quella che vale di più.

Immaginiamo allora la seguente storia: voglio comprare una nuova macchina fotografica e intendo usarla principalmente per fare foto di viaggio e di famiglia, non la userò tutti i giorni o in condizioni ambientali particolari (ghiaccio, neve, sabbia, ecc.). Aggiungiamo anche che probabilmente non stamperò quasi mai le mie fotografie, ma mi limiterò a guardarle sullo schermo del mio computer, o a condiverle con i mei amici sui Social Network. Se questo fosse lo scopo, e lo è nella maggior parte dei casi a mio avviso, allora qualsiasi fotocamera da 6/8 megapixel farebbe degnamente il suo lavoro senza farci rimpiangere macchine più costose.

In realtà, poche persone si rendono conto che la maggior parte degli schermi per computer non consentono di apprezzare tutto il potenziale delle fotocamere più avanzate.

A meno che voi non siate tra quelli che amano osservare le foto al 100% della loro risoluzione per evidenziare i difetti dei vostri obiettivi. Ma se voi fate un utilizzo”normale” del vostro schermo, avere molti mega pixel sarà superfluo. Il discorso muta se cambiamo una sola delle variabili sopra elencate, vale a dire: la stampa. Se voi pensate di fare stampe fino al formatoA4, allora il discorso prende una piega diversa. Contrariamente a quanto vi diranno molte riviste del settore, una compatta (con sensore 1/1.7 – 7.44×5.58 mm – per intenderci), anche con 12 o 14 mega pixel, difficilmente riuscirà a soddisfarvi su una stampa A4. Primo, perché il sensore è molto piccolo e mal sopporta gli ingrandimenti; secondo, perché come alzate un minimo gli ISO da quelli che sono i parametri standard delle vecchie pellicole per luce diurna (vale a dire più o meno 100 ISO), si genera una forte quantità di rumore (causato dall’elevata amplificazione del segnale), che si tramuta in uno sgradevole impastamento generale dell’immagine. Quindi: per ottenere stampe A4 decenti da una compatta – anche costosa, parliamo di 400/500 euri – è necessario utilizzarle alla sensibilità minima.

Ma, per la stessa cifra o poco più, si trovano sul mercato ottime fotocamere APS (mediamente hanno un fattore di 1.5/1.6 rispetto al vecchio formato 24x36mm, quindi: 23.2×15.4 mm, più o meno) uscite da poco di produzione, ma in grado di dare maggiori soddisfazioni all’utente finale.

In questo caso, oltre a poter usufruire di un vasto parco ottiche intercambiabili, che nel caso delle compatte a ottica fissa ci è precluso, ci consentiranno una visione reflex e una maggiore flessibilità a tutte le situazioni fotografiche. Non ultimo, nel momento in cui si decidesse di passare a un modello di fascia superiore, ci consentirebbero di poter conservare il primo acquisto come secondo corpo macchina di riserva.

Ricapitolando: se l’uso che farete della vostra fotocamera sarà generico (niente caccia fotografica, niente primi piani di farfalle, nessun primo piano della luna o partite di basket a bordo campo) e probabilmente senza mai stampare nulla, allora una compatta di una delle marche più rinomate, ma non l’ultimissimo modello appena uscito, si adatterà perfettamente alle vostre esigenze. Cifra da spendere: tra i 200 e i 300 euri. Se invece l’uso sarà principalmente generico, ma pensate anche a un utilizzo futuro più specialistico della vostra fotocamera e, soprattutto, pensate di realizzare stampe dei vostri scatti migliori, allora una fotocamera APS, compresa in un range che va dai 400 ai 1000 euri farà al caso vostro. Anche qui: se non siete già navigati, non scegliete modelli di punta, ma piuttosto macchine già collaudate e vicine alla pensione. Incorrerete in meno rischi e risparmierete bei soldi, che potrete al limite utilizzare per comprare una buona ottica.

Scegliete uno dei modelli che costa meno, all’interno della marca che avete scelto, se le vostre esigenze non sono quelle di avere una raffica fotografica superiore ai tre scatti al secondo e se non avete necessità di una macchina super robusta che deve affrontare climi rigidi e situazioni estreme. Altrimenti spendete leggermente di più, ma senza strafare.

Una via di mezzo tra compatte e APS è oggi rappresentata dalle compatte a ottica intercambiabile e sensore intermedio. Senza entrare in questo campo, dico soltanto che paradossalmente queste macchine sono più utili a chi già possiede un corredo reflex completo e vuole dotarsi di una macchina maneggevole e di qualità, piuttosto che a chi inizia ora a fotografare. Particolare non trascurabile, queste fotocamere, seppur molto valide, sono abbastanza costose (non meno di 500/600 euri). Ultimo punto, ma solo per completezza, riguarda il mondo delle reflex più avanzate, quelle Full Frame (24×36, per intenderci). Qui il discorso cambia, in termini di costi, utilizzi e potenzialità. Non lo affronteremo ora. Qui a me premeva soltanto cercare di stabilire delle cornici generali per un acquisto sensato. Come diceva il filosofo Ockam non bisogna mai moltiplicare gli enti senza necessità, così nei nostri acquisti dobbiamo imparare a capire cosa serve realmente a noi e quanto siamo disposti a pagarlo. È inutile prendere una Ferrari se abito in campagna, o una Jeep se vivo in autostrada. È anche inutile studiare a fondo il funzionamento del motore sperando poi di saper guidare meglio.

Conoscere a fondo la tecnica non sempre ci aiuterà a fare migliori fotografie: meglio allora iniziare da una macchina che si adatta alle nostre esigenze e studiare le tecniche di composizione, piuttosto che i segreti degli ultimi sensori.

In ultimo vi segnalo due siti a cui rivolgervi per approfondimenti, il primo è forse quello più completo in termini di reviews di apparecchi fotografici, il secondo è uno dei più affidabili per la scelta delle ottiche con cui corredare il vostro apparecchio.

  • Antonio Minissale

    Grazie Paolo,
    I tuoi consigli mi sono stati preziosi. Ho letto con interesse il tuo articolo, che ho trovato molto utile a chi
    si avvicina al fantastico mondo della fotografia.
    Buon fine settimana
    Antonio
    SPV Tx Rozzano
    331.6001280

  • Paolo Artuso

    Grazie a te :-)