IDCamp e Medioera: il valore degli eventi e del networking – Emanuela Zaccone

Avete mai provato a fare un’agenda degli eventi connessi al mondo del Web e dei Social in Italia?
Provate a farlo limitatamente alla zona in cui vivete o a dare un’occhiata a quanto si organizza in giro per l’Italia.
Fatto? Sì, sono moltissimi. Il problema spesso è riuscire a seguirli o dover rinunciare ad alcuni a beneficio di altri, o a tutti (beh, a meno che non vogliate perdere il lavoro).

La scorsa settimana ho avuto una grandissima fortuna: essere contemporaneamente a Medioera e al primo Indigeni Digitali Camp, entrambi a Viterbo.


Il problema però è nella definizione delle cose: ricondurre entrambi all’etichetta di “eventi” sarebbe riduttivo.

Quando sei in un contesto in cui il networking, la collaborazione, la creatività e tutto quell’insieme di opportunità, relazioni e valori di cui parliamo sul Web trovano concretezza, non puoi liquidare la questione con “sono stata ad un evento”.

Per questo quella che segue non sarà una cronaca di quanto accaduto la scorsa settimana.
E’ vero che potrei parlarvi di quanto mi sia piaciuto l’intervento di Roberto Bonzio (soprattutto la definizione della sindrome del Palio di Siena: in Italia cioè si gode delle sconfitte altrui, disperdendo energia creativa) e degli altri artigiani del Web nel panel Medieora moderato da Alessio Jacona o della folle #InstawalkMedioera (giusto per darvi un’idea, guardate su Followgram cosa siamo stati in grado di produrre…).
Sarebbe appunto una cronaca e sul Web ne trovate varie, perché l’entusiasmo è stato davvero tanto.
Anche noi abbiamo realizzato un’infografica su quei giorni.

E’ invece sui valori generatisi che voglio riflettere, soprattutto per ciò che è accaduto a Indigeni Digitali Camp (qui trovate anche un po’ di foto).

Si trattava di un pilot, un’idea nata all’interno del gruppo Facebook dell’Associazione Indigeni Digitali qualche mese fa.
Il risultato è stato interessante: la concretizzazione di molte di quelle idee sul potenziale del networking e sull’importanza di fare rete che sono da mesi alla base dei principi che stanno dietro Indigeni Digitali e che dovrebbero (potrebbero quantomeno) essere parte dell’esperienza online degli utenti.

La formule di #IDCamp consisteva in un mix di speech, workshop e spazi di co-creazione e collaborazione.
I temi sono stati i più vari, in base anche a interessi e competenze del gruppo.
Si è dunque spaziato dalla Social TV (sì, lo ammetto, era il mio speech), alle dinamiche di co-design con Stefano Mizzella e al Social media ROI insieme a Davide Basile (ho approfondito il tema con entrambi qualche giorno fa), ma anche di smart cities, di sviluppo agile, di SEO, di applicazioni mobile. Una gamma di temi vasta per una platea che, per quanto specializzata in vari ambiti, ha avuto la fortuna di poter comprendere con estrema semplicità anche gli altri temi.
Il primo vero valore di IDCamp risiede dunque nella contaminazione.  L’opportunità di confrontarsi e, soprattutto, di capire, al di fuori da regole consulenziali, dal filtro di un blog post o dalla lontananza geografica.

Già così sarei tornata a casa contenta.

Poi sono arrivati i workshop, con la necessità di generare idee rapidamente e trasformarle in mini-presentazioni (i pitch, per usare un termine caro al linguaggio delle startup), le brevi presentazioni  – come fatto con il co-design guidato da Stefano Mizzella e Simone Cicero – o con l’esigenza di organizzare processi in modo efficiente – su ferree indicazioni di Jacopo Romei – il tutto in un contesto in cui è emerso che pratiche come i pitch sono ormai considerate “normali”. Come a dire: in fondo siamo tutti un po’ startupper (considerate che nel workshop dovevamo ideare delle app mobile ex novo, con tanto di ipotesi di presentazione ad investitori appunto).
Il secondo valore emerso è stato allora quello della Internet-maturità: fino a qualche anno fa certi termini, certi prodotti e certe pratiche non avrebbero avuto senso; oggi sono quasi la norma.

E questo allora mi conduce dritta al terzo valore, il più importante. Il networking.
Quando una community comincia ad organizzarsi anche fuori dal Web, con lo scopo di generare un effettivo valore per i suoi membri e di riflettere in modo significativo sui temi del digitale, del Web e sui cambiamenti prodotti dai Social forse è perché può davvero diventare parte del cambiamento.
La cultura del “fare Rete” che adesso sembra andare tanto di moda non è esattamente un processo naturale, quantomeno non in Italia, dove spesso – e non potrò mai esprimerlo tanto superbamente quanto fatto dal già citato speech di Roberto Bonzio – l’atteggiamento è quello del “voglio arrivare prima io e me ne vanto”.
Quale sarebbe invece la potenza di fuoco e la velocità di raggiungimento degli obiettivi in un processo realmente collaborativo?
La Rete offre l’opportunità di trovare i migliori collaboratori possibili in un ambiente di contatto che offre ampi margini di flessibilità (in tutti  i sensi: oraria, organizzativa, di strumenti).

L’attenzione generata da IDCamp, infatti, è stata visibile anche al di fuori di esso, grazie principalmente a Twitter ma anche e soprattutto all’interno del gruppo face book di Indigeni, dove il camp si è poi evoluto – e continua ad essere – in un perenne follow up di approfondimento sui temi trattati.

Come ha scritto Fabio Lalli, Presidente dell’Associazione Indigeni Digitali, all’interno del gruppo (poi ripreso anche su Che Futuro!):

La connessione delle persone e la rete che oggi stiamo consolidando in ID è quanto di più importante per tutti noi. Un valore fondamentale che può generare cooperazione, collaborazione, condivisione ma soprattutto la consapevolezza che in questo modo possiamo cambiare schemi mentali, sovrastrutture e modo di approcciare lo sviluppo della società nella quale viviamo”.

La cosa più importante è che nessuno è escluso dalla possibilità di essere parte di questo cambiamento.
E’ il vero valore della Rete. Ed è di tutti.

Emanuela Zaccone
PS: tutte le foto sono di Annalisa Puracchio

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Emanuela Zaccone è Social Media Analyst e Researcher presso Telecom Italia.
E’ una blogger e si occupa di Social TV e di formazione in ambito Social Media Marketing. Ha conseguito il Dottorato di Ricerca nel 2011 tra Bologna e Nottingham.

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    Siamo fortissimi Fabio!
    A quando il prossimo #IDCamp? :-)

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    Grazie Manu per questo bel post. Sono assolutamente d’accordo con l’importanza della rete e della condivisione.