I servizi mobili negli USA: una foto dal CTIA Wireless

Il mercato americano dei servizi mobili è rapidamente diventato il più innovativo del mondo dopo la rapida diffusione sul suo territorio della rete in tecnologia LTE. Dei 17 milioni di accessi LTE globali, ben 10 si trovano attualmente negli Stati Uniti, e di questi circa 8 sono dell’operatore Verizon Wireless.

Diventa perciò interessante analizzare i fenomeni in atto in quest’area per cercare di derivarne i trend che probabilmente segneranno i prossimi passi anche in altre parti del mondo. Con questo obiettivo, l’ambiente migliore in cui immergersi è la conferenza e fiera CTIA Wireless, riconosciuta kermesse americana sui servizi mobili, a cui partecipano annualmente circa quarantamila persone e oltre mille aziende espositrici. Al CTIA è infatti possibile ascoltare i CEO dei principali operatori mobili statunitensi, quali quelli di AT&T, Verizon Wireless, Sprint e T-Mobile, oltre che avere una fotografia dei servizi, dei dispositivi e delle infrastrutture al centro dell’attenzione del mercato.

Il CEO di AT&T, il primo operatore americano per numero di clienti mobili, ha sottolineato nel suo keynote la necessità di avere a disposizione più spettro per far fronte alla crescente domanda di mobile Internet, affermazione per altro confermata anche dagli altri operatori presenti. Lo spettro è la risorsa elettromagnetica che si impiega per trasmettere i dati e si caratterizza per le frequenze che sono utilizzate: oltre al modo in cui queste frequenze sono utilizzate, conta anche quante se ne hanno a disposizione. Se ce n’è carenza, si assiste ad un peggioramento della qualità del servizio, una diminuzione della velocità di accesso ad Internet, che in teoria con LTE può arrivare fino a 100Mbps, e si possono verificare cadute di chiamata.

AT&T si orienta ai mercati verticali, sia consumer che business, per i quali nutre elevate aspettative. Per favorire questi mercati l’operatore ha adottato una strategia di apertura verso gli sviluppatori di terze parti, ai quali offre la possibilità di impiegare servizi di rete i quali si può accedere tramite API, interfacce software, dalla “nuvola”, ovvero sostanzialmente attraverso la rete mobile stessa. La nuvola, o all’inglese cloud, è un’area tecnologica e di servizio che AT&T sta facendo crescere molto velocemente: da inizio anno sono state lanciate la soluzione di Cloud Architect e il supporto per OpenStack, che consentono agli sviluppatori di ospitare le loro applicazioni nella nuvola stessa e usare le API per il billing, le procedure di fatturazione. Da metà anno saranno anche disponibili alcune API per lo speech recognition, il riconoscimento vocale fatto in rete.

AT&T ha riconosciuto inoltre l’importanza per il suo business dei dispositivi emergenti, quelli M2M, dichiarando di averne già 15 milioni attestati sulla propria rete. Il M2M, che sta per machine-to-machine, viene da molti considerato come una nuova area di servizi molto promettente in cui sono le macchine a comunicare tra di loro scambiando dati sulla rete mobile al fine di realizzare alcuni compiti, come ad esempio la contabilizzazione elettronica delle utenze domestiche (energia elettrica, gas, ecc.). Attraverso la connettività mobile Internet, AT&T intende indirizzarsi ai mercati verticali di telemedicina, efficienza energetica, domotica, educazione, sicurezza, pubblica amministrazione. Il mercato del M2M sconta, specie in ambito consumer, la mancanza di uno standard di comunicazione: AT&T ha quindi presentato la sua SIM globale riprogrammabile, che garantirebbe la compatibilità internazionale del prodotto M2M, e consentirebbe di superare i limiti di standard.

Nei confronti degli OTT (Over-the-Top), ovvero fornitori di servizi che poggiano il loro successo sulla disponibilità pervasiva di accesso ad Internet sia fisso che mobile senza esserne i realizzatori, detentori o i gestori, AT&T afferma di ricercarne la collaborazione: ad esempio l’operatore ha dichiarato di aver condotto un progetto assieme a Pandora e Netflix, due aziende che forniscono servizi OTT di ascolto musicale e di condivisione di video, per migliorare la qualità di erogazione dei loro servizi in rete.

AT&T ha inoltre annunciato l’apertura nel 2011 di tre centri di ricerca, uno a Palo Alto, uno in Texas ed uno in Israele, con l’obiettivo di stimolare l’innovazione e accelerare il time to market dei prodotti innovativi: sono quindi stati avviati 100 progetti e finora realizzati 12 prodotti. Il programma d’innovazione prevede anche di stimolare la contribuzione attraverso il crowdsourcing interno, ovvero il coinvolgimento dei propri dipendenti nella generazione di idee.

Verizon Wireless nel suo keynote si è concentrata sulle strategie per affrontare la concorrenza degli OTT, dichiarando che la strada da percorrere è quella di rendere i propri servizi più competitivi grazie all’innovazione. Secondo uno studio della società di ricerche OVUM nel 2012 il social messaging (messaggistica via Facebook o applicazioni come Whatsapp) distoglierà $23 miliardi di ricavi dal mobile messaging (i classici SMS ed MMS): la strategia di Verizon non è bloccare o filtrare questi servizi, rischiando di irritare sia i clienti che l’ente regolatore, ma proporre nuove soluzioni che possano attrarre i clienti disposti a pagare per avere maggior qualità. Ad esempio, se da un lato Verizon consente sin dal 2010 ai suoi clienti di utilizzare Skype per le chiamate voce su IP, dallo scorso anno offre anche un servizio di chiamata voce gratuito sulla nuova rete LTE con l’obiettivo di far migrare tale servizio verso una offerta premium di communication suite più ricca. Inoltre Verizon ha dichiarato di guardare anche a mercati nuovi ed in particolare a quello del M2M, per il quale propone moduli LTE di sensori e punta in particolare ai settori della sicurezza pubblica e della salute. Per quest’ultimo settore ha proposto una soluzione di telemedicina, chiamata Rubbermaid, che consiste in un carrellino attrezzato per diagnosi mediche che si connette tramite la rete LTE.

Il CEO di Sprint ha dichiarato che l’azienda è entrata nella seconda fase del piano risanamento. Sprint ha sofferto per la scelta di sviluppare due reti mobili che non hanno avuto successo a livello mondiale: la rete di Motorola iDEN e il WiMax. La prima fase di risanamento era orientata a migliorare la user experience, ora l’operatore ha dichiarato che passerà alla realizzazione del progetto Network Vision che prevede la dismissione della rete iDEN e successivamente di quella WiMax, sostituendole con LTE nella banda dei 1900MHz, il cui lancio è previsto nel corso di quest’anno, con l’obiettivo di coprire una popolazione di 250 milioni già nel 2013. Poiché l’offerta iniziale 4G sarà sia su rete WiMax che su LTE, quest’ultima sarà caratterizzata indicandola esplicitamente come 4G LTE.

T-Mobile US, dopo che si è risolto in nulla il tentativo di acquisizione da parte di AT&T, ha ottenuto 20MHz di spettro AWS (1700/2100MHz) da AT&T, dichiarando di volerlo usare a partire dal 2013 per sviluppare la rete LTE, con un piano che prevederà l’installazione di 37mila siti di antenna Release 10 sul territorio nazionale. Al momento T-Mobile dichiara di voler continuare a promuovere la sua rete ad alta banda mobile HSPA+, che l’operatore pubblicizza come rete 4G a tutti gli effetti, dichiarandone una velocità effettiva confrontabile con quelle attualmente offerte da LTE, e con questo creando un po’ di confusione per i puristi delle tecnologie. T-Mobile ha anche affermato di voler valorizzare la propria rete di hotspot WiFi, rendendola facilmente accessibile ai suoi clienti. L’operatore sta inoltre mettendo in atto una strategia per aumentare il suo numero di clienti nel mercato B2B (Business-to-business) americano, che complessivamente vale $60 miliardi: attualmente il suo market share è del 5%, contro il 12% se si considera il suo mercato totale.

In risposta alla richiesta di spettro ribadita dai principali operatori, la FCC, autorità delle comunicazioni americana, ha comunicato nel suo keynote che nei prossimi tre anni saranno venduti altri 65MHz di spettro, escluse le frequenze televisive che si attende siano rese disponibili spontaneamente dagli operatori TV. La FCC sta studiando come riutilizzare 1,7GHz attualmente usati dal governo, seppure la NTIA (National Telecommunications and Information Administration) abbia avvertito che solo una parte di questo spettro sarà disponibile per il re-farming, cioè la riconversione per uso in ambito telecomunicazioni. La commissione sta inoltre lavorando a una proposta per convertire da uso satellitare a uso terrestre 40MHz dello spettro AWS-4, azione che consentirebbe al broadcaster TV Dish Network di dispiegare una rete mobile LTE. La FCC intende infine facilitare lo sviluppo LTE nella banda 800MHz, che finora è stato limitato dagli slot di canale troppo stretti. Sul tavolo è stato posto un piano per rendere meglio utilizzabili i 25MHz nella banda 2.3GHz WCS e una iniziativa per fornire più spettro al WiFi liberando 120Mhz nella banda 5GHz.

Molta attenzione hanno anche riscosso i servizi di Mobile Payment, al centro dei keynote di Visa e MasterCard, che hanno annunciato il lancio di tali servizi entro l’anno, entrambi basandoli sulla tecnologia NFC (Near Field Communication). Questa tecnologia consente di effettuare i pagamenti usando lo smartphone come dispositivo di riconoscimento e autenticazione sicura, grazie allo scambio di informazioni criptate che avviene con segnali radio tra lo smartphone e la stazione di pagamento posti a distanza ravvicinata. MasterCard ha presentato al CTIA il PayPass, un borsellino digitale per i pagamenti contactless per PC, tablet e smartphone che sarà disponibile entro settembre prima in Usa, Canada, Regno Unito e Australia, e successivamente su altri mercati. MasterCard arricchirà PayPass in una seconda fase con applicazioni il controllo della spesa, per il marketing, i programmi fedeltà, coupon e allarmi in tempo reale. La prima compagnia aerea ad usare PayPass sarà American Airlines. Anche Visa ha annunciato una soluzione di mobile payment, denominata V.me, che sarà lanciata in autunno in Europa.

Alla conferenza ha preso parte il CEO di Mozilla, azienda che realizza il browser Firefox, concorrente di Google Chrome e Internet Explorer di Microsoft, secondo il quale l’avvento di HTML5, l’evoluzione del linguaggio di markup che propone di poter gestire in maniera nativa nel browser alcune applicazioni interattive e i contenuti audio e video, consentirà di accedere a contenuti ed esperienze su Internet trasversalmente alle piattaforme e ai dispositivi, di fatto spezzando il predominio delle Applicazioni e dei corrispettivi mercati. Secondo Mozilla nel 2016 ci saranno 2.1 miliardi di dispositivi mobili dotati di browser HTML5. In 2 anni si è passati dal 6% al 10% di dispositivi in grado di visualizzare un video all’interno del browser mobile. Già oggi circa il 69% dei video può essere visto in un browser HTML5, senza richiedere una applicazione specifica. Il 50% delle persone che oggi navigano su Internet lo fanno dal mobile, ed ad oggi solo il 10% dei primi 100 siti web sono predisposti per il mobile, mentre per tutti gli altri l’unica azione attualmente diffusa è la riduzione delle pagine dei contenuti affinché si adattino a schermi più piccoli.