T-Payment: comprare (e pagare) direttamente dalla TV.

Il mondo della TV digitale ha introdotto da tempo metodi e sistemi per acquistare contenuti premium (partite, film, contenuti on demand) ma in genere il livello di integrazione con questi sistemi è verticale e strettamente legato al broadcaster o service provider. Ad esempio, la maggior parte dei contenuti premium disponibili su TV satellitare o digitale terrestre sono legati ad un sistema complesso di CAS e a modelli di business abbastanza articolati, che prevedono pacchetti componibili di contenuti (ad esempio Cinema + Calcio), abbonamenti o acquisti di eventi singoli, generalmente confezionati e gestiti dal fornitore del servizio. Sebbene le combinazioni possibili siano molte, gli utenti non possono realizzare e sottoscrivere un bouquet di contenuti realmente personalizzato.

Nei servizi IPTV, generalmente erogati da un Internet Service Provider (o comunque un attore forte nella industry TLC) che gestisce anche l’infrastruttura della rete di trasporto, l’acquisto di contenuti premium è in qualche modo abilitato da un sistema di fatturazione consolidato già in uso per il pagamento o la sottoscrizione di altri servizi (telefonia, connettività Internet, VAS ecc).

Si tratta,  semplificando, di modelli walled garden rassicuranti per i content provider che sanno di mettere i loro contenuti in buone mani e di poterli monetizzare con un sistema consolidato.

Al contempo, tali piattaforme possono presentare limiti in termini di flessibilità e di accesso alla catena del valore da parte di terze parti, ad esempio nuovi content provider che vogliono offrire contenuti on demand senza sistematizzare il proprio ruolo attraverso contratti di fornitura chi gestisce la piattaforma.

Ma i modelli di business legati alla TV on demand stanno evolvendo, ed è probabile che a breve alcuni servizi TV possano evolvere dall’attuale approccio a catena del valore verso un approccio più flessibile e aperto di ecosistema del valore, con attori da ruoli meno rigidamente definiti.

Ad esempio PayPal, uno dei più diffusi, affidabili ed integrati sistemi di pagamenti nell’e-commerce, ha da poco siglato un accordo con due player del mondo TV: Comcast, una delle principali società di TV via cavo USA, e TiVO, il popolarissimo hard disk recorder. Le opportunità della partnership sono molteplici: i clienti Comcast potrebbero presto utilizzare sistemi innovativi di acquisto e fruizione di contenuti; TiVO potrebbe sviluppare nuove soluzioni di pubblicità interattiva. L’articolo suggerisce anche un modello” a second screen” basato cioè sulla ricezione  su un secondo terminale (ad esempio un tablet) di coupon da poter “spendere” per acquistare contenuti sul terminale principale, ovvero la TV. Chi scrive, insieme ad alcuni colleghi, aveva elaborato un sistema di delayed advertising per fruire di un contenuto premium sulla TV dopo aver consumato un contenuto pubblicitario su un altro dispositivo (l’idea era stata anche proposta come brevetto…)

Immagine tratta dall’articolo Global TV Replacement Cycle Falls Below 7 Years

Questo sodalizio sembra nascere su basi concrete. Secondo una recente ricerca condotta in UK, nel prossimo triennio la propensione all’acquisto di beni, servizi e contenuti da TV potrebbe valere qualcosa come 3.8 miliardi di dollari  (a livello globale); inoltre, un utente di TV digitale su 4 sarebbe propenso a completare i propri acquisti attraverso sistemi di commerce e payment erogati dalla interactive TV.

Gli scenari legati ai sistemi di T-payment sono davvero molti: dall’acquisto di contenuti premium come eventi sportivi di nicchia (quindi al di fuori dei circuiti principali) all’acquisto di prodotti presentati in pubblicità interattive alla realizzazione di molteplici nuovi modelli di business che consentono ad un numero crescente di player di proporre servizi di entertainment, giochi. La presenza di entità trusted adibite alla gestione dei pagamenti (e PayPal ne è un esempio di successo) potrebbe contribuire all’evoluzione della televisione digitale da piattaforma per l’erogazione di contenuti on demand a piattaforma che abilita la monetizzazione di servizi e microapplicazioni erogati da player esterni all’industria televisiva.

Anche la crescente diffusione di connected TV (dotate cioè di connessione nativa ad un accesso di rete senza intermediazione di Set-top box) e l’accelerazione del ciclo di sostituzione delle TV (un anno fa i consumatori dichiaravano una propensione all’acquisto di un nuovo televisore ogni 8 anni, nel 2012 questo valore è sceso a 6 anni) sono certamente fattori che possono agevolare la diffusione di sistemi di T-payment e, conseguentemente, l’ingresso di nuovi attori nell’ecosistema del valore della TV.