6 commenti su “Il giorno del pi greco
  1. Paolo Artuso scrive:

    Grazie Mau per averci ricordato il giorno del pi greco, ma soprattutto per portare alla nostra attenzione – ancora una volta – la necessità di divulgare sempre più nel nostro paese la cultura matematica e più in generale quella scientifica. Da questo punto di vista i dati sono allarmanti. L’Italia è fanalino di coda tra i paesi più avanzati democraticamente. Siamo tra i più ignoranti in merito al tasso di educazione scientifica. D’altronde questo non deve stupire più di tanto in un paese intriso di cultura umanistica di tipo antiscientifico. L’idealismo ha per decenni regnato sovrano su tutti i programmi scolastici. Lo dimostra anche un recente libro di Gilberto Corbellini – Scienza, quindi democrazia – edito da Einaudi, la cui lettura consiglio. Coraggiosamente si sostiene che la scienza, e l’educazione a una cultura scientifica e al suo metodo, ad aver permesso la nascita della democrazia e dell’economia moderna. Argomento delicato da affrontare in Italia….

  2. .mau. scrive:

    @Paolo: adesso dirò una cosa che mi attirerà le ire di molti.
    È vero che in Italia soffriamo da quasi un secolo della maledizione di Croce-Gentile, secondo la quale l’Unica Vera Cultura è quella umanistica, mentre la cosiddetta cultura scientifica è roba da serie B, e questo significa che è difficile trovare spazi per fare divulgazione scientifica: ne so qualcosa con il mio piccolo blog di matematica. Ma è anche vero che in Italia persino gli scienziati tendono ad accettare questo stato di cose, e non appena possibile tendono a fare i tuttologi oppure limitarsi a lanciare strali contro gli umanisti, invece che produrre contenuti divulgativi scientifici. Se questi contenuti non ci sono, si può fare ben poco…
    (sempre nel mio piccolo, e scusate se mi autocito, alla fine ho deciso di non parlare di matematica nel mio blog personale e di farne uno apposta da tutt’altra parte proprio per non mischiare le cose. Però, anche supponendo che io sia effettivamente un bravo divulgatore matematico, quanto volete io conti? E sicuramente non sono in grado di parlare sensatamente anche solo di fisica…)

  3. ada scrive:

    @paolo, non ho capito perchè la cultura umanistica dovrebbe impedire lo svilupparsi di quella scientifica:
    non credo proprio che l’una escluda l’altra, e non vedo perchè non dovrebbero svilupparsi entrambe,
    magari anche simbioticamente. Ma poi, proprio il termine “antiscientifico” in questo contesto, è assolutamente fuori luogo…

    E poi, in un Paese con la Cultura Umanistica e non, in ginocchio per i ripetuti e continui tagli operati dai governi, fare un discorso del genere oggi, mi fa anche un pò sorridere.

    Magari se la smetteste con questi pseudo-complessi di inferiorità oramai ingiustificata che nascondono in realtà un certo piacere all’élitarismo … Invece di lamentarvi, divulgate. La serie A e la serie B le lascerei all’ambito sportivo.

    Bell’articolo e bell’iniziativa.

  4. .mau. scrive:

    (per l’anno prossimo potete vedere se qualcuna delle idee mostrate a http://www.networkworld.com/slideshow/36515 può essere interessante :-) )

  5. Paolo Artuso scrive:

    @Ada di per sè io non credo che la cultura umanistica impedisca lo sviluppo di quella scientifica. Sono d’accordo con te e non mi sembra di aver sostenuto che una escluda l’altra. Come tu dici servono entrambe, ci mancherebbe. Quello che invece critico è proprio l’attegiamento elitario di certa cultura umanistica che ritiene, al contrario, che il sapere umanistico sia in qualche modo superiore a quello scientifico. Vale a dire che studiare la cultura umanistica consenta di “aprire la mente”, più di quella scientifica. Insomma, l’apprendimento scientifico sarebbe inferiore a quello umanistico sul piano della formazione in senso pieno. L’Italia, da questo punto di vista, è stata un capo-scuola. L’idealismo italiano è stato nefasto e lo dimostra il basso tasso di alfabetizzazione scientifica che si riscontra nel nostro paese. Croce considerava quelli scientifici degli pseudi-concetti. E per molti anni la cultura italiana di destra e di sinistra ha in qualche modo sposato la tesi, con rarissime eccezioni.
    In ogni caso, un bel libro che difende in modo il sapere umanistico da un punto di vista non idealistico è quello di M.Nussbaum ( “Non per profitto”). Molte delle sue tesi sono sottoscrivibili e il suo stile piano e didattico aiuta la lettura. Grazie, ciao

  6. .mau. scrive:

    Comunque, detto terra terra che è il massimo che mi riesce, io ritengo che tutti dovrebbero essere in grado di saper scrivere in italiano corretto e comprensibile, esattamente come tutti dovrebbero avere le conoscenze matematiche e scientifiche di base. E questo non lo chiamerei “cultura umanistica e cultura scientifica”.

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.mau. Un matematto. Tratterò temi di informatica nel mondo reale, con divagazioni tuttologiche

Nato nel 1963, una laurea in matematica e una in informatica, lavoro nel gruppo Telecom da oltre 25 anni e sono in rete da ancora più tempo. Ho un'adorata moglie che mi sopporta e supporta e due gemelli treenni, sono citato in alcuni degli RFC di Internet, ho scritto un libro di problemi matematici e ho la pessima tendenza a sbucare nei posti più impensati, dagli accordi per le canzoni degli anni '60 alle discussioni su Wikipedia. Su Voices faccio anche il cattivissimo caporedattore che ha la penultima parola su quanto preparato dagli autori...

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