4 commenti su “Giornali in crisi e il dilemma digitale. Tra paywall e convergenza editoriale
  1. In effetti non saprei come immaginare tra dieci anni la distribuzione sul territorio delle classiche edicole.
    In tre anni tablet ed e-reader negli USA hanno avuto una crescita esponenziale e lo stesso sta accadendo anche da noi.
    Leggevo oggi che “La Tribune” da domani sarà soltanto on-line e il fenomeno si allargherà anche ad altre testate.
    Sfogliando un quotidiano on-line su iPad mi chiedo: ma comprerò ancora una copia cartacea? E’ vero, perde un po’ il fascino della carta ma i plus sono infiniti: minor prezzo, disponibilità già da casa, archivio, aggiornamenti continui, ipertestualità delle notizie, ecc.
    Un’altra rivoluzione è iniziata. Un’opportunità per gli editori nel cambiare modello di business, una criticità per chi non si adatta al mercato e alla tecnologia…
    Grazie per l’attenzione.

  2. Gianluca scrive:

    Beh, non volevo pensare, per leggere, o dovermi ritrovare un bel giorno delle mie future settimane a compiacermi della realtà corrente….insomma a chiudersi in una stanza a scrivere per scrivere sullo scrivere…

    Dopotutto, bisogna sempre tirar fuori la robba maskia (leggi il ‘paywall’) per farsi comprendere ? ? ?

  3. Fabio Cavallotti scrive:

    Devo dire che i recenti sviluppi – come l’esperienza del Nyt – dipingono un futuro fatta da convergenza, ovvero un mix tra vecchio business (carta e dintorni), paywall e contenuti gratuiti (raccolta pubblicitaria). Anche se il settore passerà comunque attraverso una profonda ristrutturazione,

  4. Gianluca scrive:

    Provo a immaginare che stai rispondendo al ‘mio’ di ieri (… per restare in tema della robba maskia…) e ti dico che:

    Il tuffo mattutino, nella grande rete di quest’oggi, mi ha fatto notare che Google sta tentando di imbarcarsi sopra un impossibile binomio… questo è per me motivo di grande spinta, che mi ha fatto sedere di nuovo sulla mia stessa sedia degli esten…ooops! Forse non dovrei dirti nulla a proposito! ;-)

    Vabbè, ho cercato come prima cosa di far tradurre il testo di Franco del MWC 2012 al traduttore di Google, ma ahime! Ne è uscita una cosa ‘No buona’. Poi ho letto quell’articoletto sul binomio Trasparenza/Privacy, impossibile…..

    Ma allora è vero, occorre fare a non capisse, per uscire fuori dalla routine!

    P.S.: il 22 % di smartphone, e ogni volta mi consola sentirlo discutere….

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L'autore del post

Fabio Cavallotti Come i nuovi media hanno scolpito i contorni dell'informazione

Fabio Cavallotti è nato a Milano il 14 maggio 1965. Dal 2004 è responsabile del canale "Economia e Finanza" di Virgilio.it. Ha vissuto l’euforia (e lo scoppio) della bolla di internet in Giallo.it, portale d’informazione per le piccole medie imprese. E’ un "adottato digitale", visto che ha trascorso circa la metà della professione tra le redazioni di riviste di settore (Ipsoa Editore), tenacemente legate alla carta. E’ stato fondatore di Tralerighe.biz, azienda che tuttora fornisce servizi per l’editoria. Scrive su Pangea (http://fabio-cavallotti.blogspot.com), il suo blog sul giornalismo e sulla comunicazione digitale.

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